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Culture
Tutte le iniziative del Cenacolo per celebrare Leonardo da Vinci

430.000 visitatori all’anno per una media di circa 1.200 ingressi al giorno, rigorosamente controllati. Sono questi gli impressionanti numeri che ruotano attorno al massimo capolavoro realizzato da Leonardo da Vinci: l’Ultima Cena. Collocato presso l’ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al Santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano, il Cenacolo rappresenta uno dei maggiori beni nel patrimonio artistico non soltanto italiano, ma mondiale; tuttavia, nel corso dei secoli ha vissuto numerose vicende che lo hanno portato a degenerarsi rapidamente – a cominciare dalla tecnica pittorica utilizzata da Leonardo stesso – per arrivare infine, dopo molto impegno, a una situazione attuale stabile di conservazione.

Poiché sono numerose le iniziative in programma durante questo anno dedicato a Leonardo da Vinci, Affari Italiani ha intervistato la Direttrice del Cenacolo Vinciano Michela Palazzo per fare il punto della situazione sulle proposte del 2019, senza dimenticare di farsi raccontare qualche curiosità e aneddoto in merito alla più celebre Ultima Cena che sia mai stata realizzata.   

Cinquecento anni dalla morte di un grande genio, con celebrazioni in tutta Italia. Quale parte svolge il Cenacolo in questa ricorrenza così importante?

“Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il Museo Nazionale del Cenacolo Vinciano e la Fondazione Cineteca Italiana, intende omaggiare il genio artistico di Leonardo concentrando la propria attenzione sull’importanza e il valore del Cenacolo Vinciano nel cinema, nel documentario e nelle immagini storiche. Il progetto che ha preso avvio a marzo e continuerà fino a dicembre si intitola “L’ultima cena per immagini. Il cinema e le immagini raccontano il Cenacolo di Leonardo da Vinci”: si tratta di un’iniziativa culturale volta ad approfondire la storia e la fortuna dell’Ultima Cena a partire dal peso che l’immagine quasi leggendaria del Cenacolo ha avuto  nell’immaginario di grandi autori cinematografici, giornalisti e artisti nel corso del Novecento. Fino all’8 dicembre verranno quindi proposti tre percorsi paralleli, legati dal filo rosso della trasposizione per immagini: una  rassegna cinematografica, una mostra fotografica e incontri in diverse sedi milanesi, con parecchi enti coinvolti nel progetto”.

Un ruolo chiave è svolto dalla fotografia. Può spiegarci perché?

“Tra le iniziative per le celebrazioni vi è la mostra “Ultima Cena per Immagini – La fotografia racconta la storia del Novecento”: dal 28 maggio all’8 dicembre 2019 l’esposizione ripercorre l’evoluzione del museo e le traversie della parete dipinta, dal bombardamento aereo del 1943 alle grandi campagne di restauro del Novecento. Una storia appassionante e a tratti avventurosa, una narrazione per immagini che si dispiega attraverso un allestimento coinvolgente e accompagna il visitatore dalle prime zone filtro sino agli ambienti adiacenti al refettorio e al giardino”.

La mostra dedica un’ampia sezione all’ultimo restauro realizzato, titanico e di fondamentale importanza. Ci può raccontare qualcosa in più al riguardo?

“Il restauro in questione è stato realizzato da Pinin Brambilla Barcilon e si è concluso nel 1999. È stato un intervento molto lungo, più di venti anni data la complessità della situazione e la fragilità dell’opera. Quel lavoro fu l’occasione per approfondirne la conoscenza attraverso indagini diagnostiche, ma ci si rese anche conto che per garantire la conservazione del dipinto era necessario modificare l’approccio ed attuare provvedimenti volti alla prevenzione. Per questo motivo venne progettato un complesso impianto di condizionamento dell’aria del refettorio per mantenere la temperatura e l’umidità relativa costanti e a livelli adeguati. Inoltre, si decise di controllare il numero di visitatori attraverso gruppi limitati per un tempo massimo di quindici minuti. Grazie a tutto ciò, l’Ultima Cena è ora costantemente monitorata e a vent’anni dall’ultimo restauro non mostra segni di degrado, nonostante la fragilità dovuta alla sua storia conservativa e alla tecnica di esecuzione”.

Veniamo alla parte cinematografica: il progetto prevede anche un DVD.

“Sì, è stato ritrovato e oggi è fruibile in edizione restaurata il primo grande film dedicato alla realizzazione del capolavoro di Leonardo da Vinci. La pellicola, che si credeva perduta, è diretta da Luigi M. Giachino, allievo dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica di Roma, con la supervisione di Charles Reisner, attore e regista statunitense. La copia infiammabile d’epoca, l’unica esistente, è conservata nell’archivio della Cineteca Italiana di Milano ed è stata restaurata digitalmente da MicLab. Il DVD è in vendita per tutta la durata della mostra “Ultima Cena per Immagini. La fotografia racconta la storia del Novecento” presso il bookshop del Museo del Cenacolo Vinciano”.

Progetti per l’immediato futuro? Qualche anticipazione?

“È in fase di pubblicazione un sito internet ufficiale dedicato esclusivamente al museo, inoltre a breve sarà lanciata una App che, attraverso l’uso di immagini, audio e realtà aumentata, aiuterà il visitatore nel tour del museo. Da un punto di vista tecnico e logistico, invece, verrà ripensato il percorso per rendere più razionale il flusso dei turisti e sarà realizzata la nuova illuminazione del Refettorio. Infine, non mancheranno approfondimenti scientifici conoscitivi sul dipinto di Leonardo”.

 

Per maggiori informazioni: http://musei.lombardia.beniculturali.it/news/ultima-cena-per-immagini; https://www.cinetecamilano.it/news

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