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Economia
Data economy per la Borsa di Londra. Guerra a Bloomberg. Ecco perché

Dopo le indiscrezioni, la conferma: London Stock Exchange Group (Lse), gestore della borsa di Londra (oltre che di Milano), ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Refinitiv Holdings, sulla base di una valutazione di 27 miliardi di dollari, debito incluso, del fornitore di dati dei mercati finanziari globali e proprietario delle piattaforme di trading Tradeweb, FXAll e Matching. 

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A vendere sono gli attuali azionisti di Refinitiv, ossia un consorzio di investitori capeggiato da Blackstone Group (e di cui fanno parte tra gli altri Canada Pension Plan Investment Board e Government of Singapore Investment Corporation), che nell’ottobre dello scorso anno aveva rilevato il 55% del capitale da Thomson Reuters sulla base di una valutazione di 20 miliardi, e Thomson Reuters stessa (rimasta socia al 45%).

A operazione conclusa gli attuali azionisti di Refinitiv deterranno il 37% del capitale di Lse (di cui in particolare il 15% andrà a Thomson Reuters), ovvero meno del 30% dei diritti di voto. La mossa piace al mercato, perché proietta il gestore londinese, che lo scorso anno aveva visto sfumare il tentativo di fusione con Deutsche Boerse, nel promettente settore dei “big data”. Proprio a seguito del fallimento dell’integrazione col listino tedesco, avevano subito commentato gli analisti all’emergere delle prime indiscrezioni circa il nuovo “matrimonio” fintech, sembrerebbe essere nato il cambio di rotta strategico deciso dal Ceo di Lse, David Schwimmer.

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Il gruppo londinese ora punta ad aggregazioni “verticali” in segmenti specifici e complementari al “core business”, più che ad un ampliamento “orizzontale” del proprio perimetro di attività, avendo già realizzato piccole acquisizioni come quella di Lch Group Holdings, attiva nel clearing. L’idea è dunque quella di andare a sfidare Bloomberg, piuttosto che colossi come Nyse, Nasdaq o Tokyo Stock Exchange, solo per citare i tre maggiori listini al mondo, offrendo dati e notizie sempre più strategiche e ben pagate anziché competere sui volumi per commissioni sempre più ridotte all’osso. 

Lo stesso Schwimmer, un ex banchire d’affari di Goldman Sachs, commentando l’operazione ha sottolineato: “Nascerà un business su scala globale, con una diversificazione geografica in mercati chiave tra cui il Nord America e i mercati emergenti in rapida crescita e l’Asia”. L’operazione dovrebbe concludersi nella seconda metà del prossimo anno. Per finanziare l’acquisizione Lse oltre ad un aumento di capitale farà ricorso a un prestito ponte di 13,5 miliardi di dollari che ne aumenterà la leva finanziaria oltre l’obiettivo a breve termine, ma Schwimmer ha già messo le mani avanti: “Non abbiamo alcun piano o intenzioni in merito a cessioni” future di asset significative. 

Se poi l’operazione non ottenesse tutte le necessarie autorizzazioni Refinitiv otterrebbe una commissione “d’interruzione” pari a 198,3 milioni di sterline (circa 240 milioni di dollari). Refinitiv, che lo scorso anno siglò un contratto trentennale con Thomson Reuters per poterne utilizzare i servizi relativi alle news del costo “minimo” di 325 milioni di dollari l’anno (pari a circa 10 miliardi di dollari complessivi), serve al momento oltre 40.000 istituzioni in 190 paesi, tra cui società di trading, governi ed emittenti, per un giro d’affari di oltre 6 miliardi di dollari. 

Il 3 aprile scorso la società aveva quotato sul Nasdaq le sue piattaforme di trading (facenti capo a Tradeweb Markets Inc), che registrano un volume medio giornaliero di scambi di oltre 400 miliardi di dollari per quanto riguarda le valute e oltre 500 miliardi per il reddito fisso. Schwimmer ha detto di prevedere che Tradeweb Markets, che attualmente vanta una capitalizzazione di mercato di 10,5 miliardi di dollari, resterà quotata anche dopo l’accordo.

Luca Spoldi

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