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Lavori in Casa
Compensi sportivi: gestione, normative e consigli utili

Tra le norme fiscali vigenti e quelle recentemente modificate, orientarsi nel campo dei contratti lavorativi non è un’impresa di poco conto. Tuttavia, lavorando nel settore dello sport dilettantistico, è doveroso conoscere appieno i compensi sportivi, nonché le relative normative e gli adempimenti da non sottovalutare. Naturalmente, stiamo parlando di una somma di denaro, che qualsiasi ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) o SSD (Società Sportiva Dilettantistica) deve corrispondere ai propri collaboratori per fronteggiare le spese relative al mantenimento dell'associazione stessa (ad esempio rimborsi o trasferte). 

Dal punto di vista normativo, non esiste una definizione vera e propria di attività sportiva dilettantistica, se non quella in contrapposizione con il concetto di attività professionistica: si qualifica come professionismo sportivo una qualsiasi attività sportiva onerosa, svolta con continuità e in relazione a una qualunque delle discipline regolate dal CONI. Ne consegue che verrà configurata come dilettantistica una qualsiasi attività sportiva che non abbia le caratteristiche sopraindicate. 

L'attività sportiva professionistica e quella dilettantistica sono disciplinate da leggi differenti: a livello contrattuale, la prima rientra nel lavoro autonomo o dipendente ed è regolata dalla legge n.91/1981; la seconda, invece, sottostà all'art.37 della legge n.342/2000 e all'art.90 della legge n.289/2002, che considerano i compensi sportivi come redditi diversi. Atleti, allenatori, dirigenti, tecnici e tutte le altre figure in gioco per quanto riguarda un'Associazione Sportiva Dilettantistica possono quindi usufruire del regime fiscale agevolato.

Cosa prevede la legge n.289/2002 per i tutti i compensi sportivi?

Per quanto riguarda i compensi sportivi a soggetti che si configurano come “dilettanti”, il regime fiscale prevede una tassazione variabile, a seconda della fascia in cui rientra il compenso percepito. In particolare, con la legge di bilancio 2018, la no tax area è passata dal limite di 7.500 euro annui a quello di 10.000 euro. Questo significa che i compensi indennità o premi al di sotto di questa cifra sono esenti da contributi previdenziali e IRPEF. La modifica consente alle ASD e alle SSD di avere un margine di retribuzione dei collaboratori maggiore, garantendo un netto adeguato vista la tassazione inferiore. 

Con questi presupposti, è utile considerare che, ad oggi, la legge che regola questo tipo di forme contrattuali prevede:

• Esenzione da imposte e contributi previdenziali per compensi al di sotto dei €10.000;

• Ritenuta del 23% a titolo di imposta per compensi compresi tra €10.000,01 e €30.658,38; 

• Ritenuta del 23% a titolo di acconto per compensi al di sopra dei €30.658,38.

Oltre a questo aspetto, per i compensi al di sotto dei 10.000 euro, non è necessario versare contributi verso istruttori e collaboratori, né tantomeno pagare l'assicurazione antinfortunistica INAIL (gli interessati da redditi diversi, infatti, non sono considerati lavoratori parasubordinati e non sono quindi obbligati in questo senso). Non è doveroso comunicare l’esistenza della collaborazione ai centri dell'impiego e neanche registrarla sul Libro Unico del Lavoro (LUL).

Oneri e adempimenti dei collaboratori retribuiti

Per poter garantire un calcolo corretto della ritenuta da applicare ai compensi, istruttori, allenatori, atleti e collaboratori vari, sono tenuti a presentare un'autocertificazione che attesti i redditi percepiti grazie alle proprie prestazioni. Nel caso in cui i soggetti in questione collaborino con altre ASD o SSD, gli ulteriori compensi ricevuti dovranno essere dichiarati e tenuti in considerazione nel calcolo di imposta. Per ogni "prestazione" dovrà essere rilasciata una ricevuta (non soggetta a IVA), recante una marca da bollo da 2 euro.

Qualsiasi richiesta di rimborso a fronte di una trasferta, di una manifestazione o di una generica attività sportiva, che abbia avuto luogo al di fuori del proprio comune di residenza, deve essere presentata all'ASD o alla SSD accompagnata da tutti gli scontrini e le ricevute relative alla propria partecipazione. Anche in questo caso, dev’essere contrassegnata da una marca da bollo da 2 euro. 

Gestione dei compensi sportivi: come renderla più semplice

Per chi volesse capire come gestire i compensi sportivi in modo semplice, ma efficace e professionale, il nostro consiglio è quello di servirsi di Athletis. Quest’ultimo è un software di gestione e calcolo, che si rivolge in particolare alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche e che permette di determinare i compensi sportivi sulla base dei contratti di collaborazione sportiva stipulati. 

Registrare l'anagrafica dei collaboratori, procedere alla stampa di ricevute e contratti (anche attraverso l'utilizzo dei modelli preimpostati), gestire le presenze degli istruttori e calcolare automaticamente le ritenute fiscali per compensi al di sopra di 10.000 euro, sono solo alcune delle funzioni che questo programma è in grado di assolvere. Il tutto viene eseguito garantendo il mantenimento delle informazioni attraverso backup periodici, grazie ai quali i dati vengono memorizzati in totale sicurezza. Avvalendosi di un software di questo calibro, è possibile semplificare e ottimizzare la gestione dei compensi in modo professionale e veloce.

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