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Palazzi & potere
Crisi di Governo, scende in campo il Vaticano: cosa vuole fare il Papa

Ferragosto di fuoco nei palazzi del potere ma anche sotto il Cupolone, con il cardinale Parolin che ha avuto mandato diretto da Papa Francesco di seguire molto da vicino la crisi italiana e di non far mancare la sponda vaticana a chi vuol far implodere quella che nei Sacri Palazzi viene chiamata la "superbia salviniana". Insomma, rivela Dagospia, la Santa Sede vede a portata di mano l'occasione di sbarazzarsi del suo arcinemico e non vuole mancare l'obiettivo: Matteo Salvini deve essere messo in condizioni di non nuocere. Deve essere "neutralizzato".

Il filo diretto che il prefetto per la Comunicazione, Paolo Ruffini, tiene per conto di Francesco con il Quirinale (in particolare con il consigliere mattarelliano Francesco Saverio Garofani, sempre molto ascoltato dal Capo dello Stato) non si limita a registrare i sussurri e le grida nazionali, ma è in grado di amplificare anche i segnali che arrivano da Francia e Germania, che vedrebbero bene il riproporsi in Italia di una "maggioranza Ursula", così denominata dal fatto che sia Partito Democratico che M5S che Forza Italia in Europa hanno votato a favore della nuova presidente della Commissione Europea, a differenza di quanto ha fatto la Lega, isolandosi sempre di più. Altra mossa tattica clamorosamente sbagliata da Salvini in questa sua disastrosa estate. Anche attraverso i suoi nunzi e le conferenze episcopali nazionali, il Vaticano ha raccolto l'evidente disponibilità ad allargare i cordoni europei della borsa se l'Italia si sbarazzerà di Salvini, permettendo al nuovo governo giallorosso (e forse anche azzurro) di varare una finanziaria che a questo punto non sarebbe più lacrime e sangue.

Insomma, continua Dagospia, Francia e Germania hanno già fatto capire a chi di dovere (non solo  al Colle) che se anche in Italia (cosi come già accaduto in Europa) venisse messo in condizioni di non nuocere Matteo Salvini (garantendo quindi che non arrivi un sovranista nel 2022 al Quirinale, modificando la legge elettorale in chiave anti-Lega ed in attesa che la magistratura faccia il suo corso) l'aumento dell'Iva non sarebbe più un problema per il Belpaese (con l'aiuto della Ue sarebbe possibile scongiurarlo) così come i vincoli di bilancio che, in vista della prossima finanziaria, verrebbero clamorosamente allentati fino a sfiorare il 3% nel rapporto deficit/Pil. Insomma, l'Europa è disposta a mettere sul piatto della bilancia un bel po' di soldini pur di vedere nascere anche in Italia quel "cordone sanitario" contro Matteo Salvini già operativo a Bruxelles. Si starebbero già studiando anche le modalità tecniche: "Basterebbe riconoscere in sede Ecofin il quadro macroeconomico deteriorato e concedere una deroga alla regola del debito..." rivela chi sta seguendo il dossier. Deroga che, visti i rallentamenti dell'economia internazionale in corso, presto potrebbe far molto comodo e servire anche a Francia e Germania.

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